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Come (e perché) investire nella Cannabis

Francesco Adile   10 febbraio 2022

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Francesco Adile Autore
Francesco Adile
Financial Market Expert

Laureato in Economia e Marketing Management, con esperienze di studio e lavoro in Francia e Belgio, nel 2020 fonda a Torino una startup fintech, operante nell'ambito dell'analisi dei mercati finanziari. Su QualeBroker si occupa dei mercati azionari e del mondo Fintech.

Informativa sul rischio: I risultati passati non garantiscono rendimenti futuri.

La Cannabis, o Canapa, è il nome della pianta che viene utilizzata per la produzione di hashish (ottenuta dalla resina della pianta) e marijuana (ottenuta dalla essiccatura delle infiorescenze delle piante femminili di Canapa).

Tale pianta, infatti, contiene il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), ovvero un principio attivo che genera effetti sulle attività cerebrali, di durata e intensità variabili a seconda dello stato fisico ed emozionale del soggetto che lo assume.

Il consumo di Cannabis può avvenire a scopo ricreativo e/o medicale. Ogni nazione presenta una specifica legislatura che ne regolamenta o vieta il consumo.

In questo articolo, parleremo della Cannabis come industria in grado di generare fatturato e posti di lavoro, nonché come asset su cui investire. Infatti, è possibile acquistare azioni di società produttrici di Cannabis che sono quotate nelle principali Borse mondiali.

Analizziamo, dunque, i rischi e le opportunità di un investimento di questo tipo.

Vendita della Cannabis: la situazione globale

Secondo una ricerca del Grand View Research, il mercato globale della marjuana valeva 9,1 miliardi di dollari nel 2020, con previsioni di crescita annua del 26,7% dal 2021 al 2028.
Il consumo di marijuana a scopo ricreativo rappresentava nel 2020 il 54,6% del mercato, composto principalmente da clienti millennial, ovvero soggetti nati tra il 1981 e il 1996.
Per quanto concerne il consumo di marijuana previsto per terapie mediche, la sostanza viene utilizzata principalmente per curare il dolore cronico, seguito da terapie psichiatriche e psicoterapeutiche per la cura di disturbi mentali e la somministrazione di marijuana per sfruttarne le potenzialità contro il cancro.

Negli Stati Uniti, gli analisti prevedono che il mercato della cannabis legale potrebbe raggiungere i 25 miliardi di dollari di introiti entro il 2025, con le vendite di marijuana in crescita costante anno dopo anno. Inoltre, si prevede che - sempre entro il 2025 - il numero totale di consumatori di cannabis raggiunga le 50 milioni di unità.

Il mercato più florido è quello della California, dove la vendita di Cannabis a scopo ricreativo nel 2018 ha generato 5 miliardi e mezzo di dollari, con la previsione che, entro il 2024, gli introiti totali raggiungeranno i 7,2 miliardi di dollari.
Attualmente, in 44 dei 50 stati USA la cannabis è legale per scopi medicali e/o ricreativi.

Per quanto concerne l’Europa, invece, la situazione è molto eterogenea. Nei Paesi Bassi, come è noto, la vendita della cannabis è consentita in luoghi autorizzati, generalmente i coffee shop.

In Spagna, è legale la coltivazione e il consumo della cannabis all’interno delle mura domestiche, mentre è vietato il trasporto e il consumo nei luoghi pubblici.

In Germania, il consumo di cannabis per uso medicale è stato legalizzato nel 2016, mentre adesso l’attuale governo, seguendo il modello olandese, potrebbe legalizzare anche il consumo per scopi ricreativi, in specifici luoghi autorizzati.

Sempre per quanto concerne la Germania, la Demecan è una delle prime società tedesche a entrare nel mercato della marijuana per scopi medicali, una delle tre aziende a ottenere la licenza governativa per la coltivazione legale della cannabis.

Il CEO di Demecan, Constantin von der Groeben, ha dichiarato che l’azienda produrrà una tonnellata l’anno di polvere di cannabis essiccata.

Infine, nel dicembre 2021 Malta ha approvato l’acquisto e la coltivazione di cannabis: ai maggiorenni è ora consentito di detenere fino a 7 grammi di cannabis, coltivare fino a quattro piante nella propria abitazione nonché acquistare piccole quantità di cannabis da rivenditori non-profit.

La Cannabis in Italia

Nel nostro Paese, la vendita di cannabis, definita “cannabis light”, è consentita se la quantità di THC (come menzionato, il principio attivo che provoca effetti psicotropi) è compresa tra lo 0,2% e lo 0,5%. Anche la coltivazione di cannabis in casa propria e per uso personale è consentita solo se la quantità di THC rientra nella forbice appena menzionata, con 0,6% come soglia massima di tolleranza.

Secondo uno studio condotto dall’Università di Messina, la cannabis risulta il prodotto di consumo più diffuso nel mercato illegale italiano: oltre il 96% del materiale sequestrato dalle operazioni antidroga, infatti, è fatto di cannabis e sostanze derivate.

La ricerca stima un risparmio per le casse dello stato pari a 600 milioni di euro l’anno nel caso in cui la Cannabis dovesse diventare un mercato legale e regolamentato.

Inoltre, analizzando diverse indagini legate al consumo di cannabis nel BelPaese (i sondaggi dell’Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs (IPSAD), l’indagine Acqua Drugs sulla stima dei consumi di sostanze stupefacenti nella popolazione mediante analisi delle acque reflue, nonché le analisi dei sequestri da parte delle forze dell’ordine), si stima che il mercato della cannabis legale in Italia potrebbe generare 11 miliardi di euro di fatturato annuo lordo.

Attualmente, il business della Cannabis Light in Italia vale “solo” 44 milioni di euro l’anno.

Investire nella Cannabis

Abbiamo visto dunque che il mercato della cannabis rappresenta un settore in forte crescita, la quale porta con sé interessanti opportunità di investimento, che non riguardano solo startup ma, come specificato all’inizio dell’articolo, anche grandi aziende quotate in Borsa.

Oltre ai dati sulla crescita del settore, nonché ai bilanci e alle notizie legate alle società operanti in questo segmento di mercato, gli investitori che intendono acquistare titoli azionari legati alla cannabis devono avere bene in mente eventuali cambiamenti di legislazione: sulla cannabis la politica gioca più che mai un ruolo importante, e nonostante diversi Paesi stiano percorrendo la strada della legalizzazione, l’eventuale processo inverso, ovvero un ritorno al proibizionismo, avrebbe un effetto devastante per questo tipo di investimento.

Sono 17 i titoli azionari di aziende che investono nel settore della cannabis, raccolte da noi sulla base di una classificazione di Yahoo Finance!:

  • AbbVie Inc. (ABBV) - New York Stock Exchange
  • Sundial Growers INC (SNDL) - NASDAQ
  • Anheuser-Busc h InBev SA/NV (BUD) - New York Stock Exchange
  • Altria Group Inc. (MO) - New York Stock Exchange
  • Molson Coors Beverage Company (TAP) - New York Stock Exchange
  • The Scotts Miracle-Gro Company (SMG) - New York Stock Exchange
  • Canopy Growth Corporation (WEED.TO) - Tokyo Stock Exchange
  • Canopy Growth Corporation (CGC) - NASDAQ
  • Tilray Brands Inc. (TLRY) - NASDAQ
  • Cronos Group Inc. (CRON) - NASDAQ
  • Aurora Cannabis Inc. (ACB) - NASDAQ
  • NewAge, Inc. (NBEV) - NASDAQ
  • Corbus Pharmaceuticals Holdings, Inc. (CRBP) - NASDAQ
  • The Green Organic Dutchman Holdings Ltd. (TGODF) - OTC Markets
  • General Cannabis Corp. (CANN) - OTC Markets
  • ETFMG Alternative Harvest ETF (MJ) - NASDAQ

Senza dimenticare, ovviamente, gli ETF che permettono di investire in Cannabis, garantendo un’adeguata diversificazione dell’investimento.

Come investire nella Cannabis

Ora che abbiamo visto perché potrebbe essere conveniente investire nel mercato della Cannabis e quali sono le aziende quotate in Borsa i cui business sono legati a questo tipo di settore, vediamo come investire in titoli azionari di società che vendono Cannabis.

Prima di tutto, occorre trovare un broker autorizzato e regolamentato che permetta ai trader di investire in mercati azionari in cui sono presenti azioni legate alla Cannabis.

Nello specifico, considerando la lista del paragrafo precedente, ci servirà un broker che ci permetta l’accesso ai mercati USA del Nasdaq e del NYSE.

Riprendendo l’elenco all’interno della recensione dei migliori broker per negoziare le azioni USA, ecco quali sono i migliori broker che ci permetteranno di investire sulla Cannabis alle migliori condizioni:


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Se invece intendi investire nel settore della cannabis tramite gli ETF, ecco i migliori broker ETF secondo QualeBroker.com:


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Conclusioni

Abbiamo analizzato le potenzialità del mercato della Cannabis e di quanto sia un settore in espansione in tutto il mondo, dall’America all’Europa, dagli Stati Uniti fino all’Italia.

Sono diversi i titoli azionari di aziende che hanno puntato la propria crescita commerciale nella vendita di Cannabis legale, società su cui è possibile investire attraverso broker regolamentati, trasparenti e sicuri, come eToro o DEGIRO.

Nonostante ciò, gli investimenti in cannabis presentano comunque dei rischi non indifferenti, non solo quelli citati nei paragrafi precedenti legati alla legislazione vigente e all’eventuale fluttuazione della domanda, ma anche derivanti dal fatto che la cannabis è un investimento relativamente recente, per cui non esiste uno storico di performance e rendimenti medi che permetta di effettuare previsioni accurate sui risultati attesi.

Pertanto, così come per qualunque tipo di investimento, consigliamo all’utente di documentarsi e approfondire questo settore di grande attualità e interesse, al fine di minimizzare il rischio di perdite di capitale.

Informativa sul rischio: investire comporta rischi di perdita

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