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Cos’è Robinhood, il broker online più discusso del momento

Uno sguardo sull’app di trading popolare tra i più giovani, tra successo e polemiche.

Francesco Adile   29 giugno 2021

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Francesco Adile Autore
Francesco Adile
Financial Market Expert

Laureato in Economia e Marketing Management, con esperienze di studio e lavoro in Francia e Belgio, nel 2020 fonda a Torino una startup fintech, operante nell'ambito dell'analisi dei mercati finanziari. Su QualeBroker si occupa dei mercati azionari e del mondo Fintech.

Robinhood broker online

Robinhood è un’app di trading online a zero commissioni fondata in California nel 2013 da Vladimir Tenev e Baiju Bhatt. A otto anni dalla creazione l’app vanta oltre 13 milioni di account, un terzo dei quali ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (l’età media è 31 anni).

Per questo motivo, Robinhood è principalmente conosciuta come l’app di trading dei Millennials, anche se la fintech californiana ha ormai attirato l’attenzione di trader e investitori di tutte le fasce d’età.

Robinhood serve esclusivamente utenti americani e non è dunque disponibile per gli investitori europei. Un’equivalente app di trading che non applica le commissioni sulle operazioni è eToro (puoi provare adesso il conto virtuale di eToro cliccando qui).

Il boom in pandemia

Robinhood è diventata particolarmente popolare nel primo trimestre del 2020 quando, complice soprattutto il lockdown, ha acquisito 3 milioni di nuovi account, di cui circa la metà costituita da persone prive di esperienza nel campo del trading.

Grazie a un innovativo business model, Robinhood si è affermata come leader del mercato statunitense del trading online, permettendo ai propri utenti di operare in borsa tagliando i costi delle commissioni.

Ma se i trader non pagano commissioni, come guadagna Robinhood? Una parte dei ricavi deriva dai rebates effettuati dai market maker partner della piattaforma, che guadagnano sullo spread-denaro lettera derivante dalla compravendita di azioni.

Altra fonte è legata al prestito di denaro agli utenti    da parte della piattaforma, su cui Robinhood guadagna dal margine sul costo del prestito.

Infine, l’offerta Robinhood Gold, abbonamento premium che permette ai trader di accedere a servizi aggiuntivi, come i report di Morningstar o dati di mercato più approfonditi grazie a una partnership con Nasdaq Totalview.

Proprio in America, però, Robinhood dovrà presto fare i conti con la concorrenza di eToro, il celebre broker israeliano che, entro il terzo trimestre 2021, completerà la procedura per quotarsi al NASDAQ, con un valore azionario implicito stimato di circa 10,4 miliardi di dollari al closing dell’operazione, confermando la volontà di espandersi oltreoceano.

Robinhood boom durante la pandemia

Tra luci e ombre

Non mancano, però, controversie e ombre legate a questa app di trading: a giugno 2020, Alexander Kearn, studente ventenne originario dell’Illinois, ritenendo erroneamente di avere accumulato un insostenibile debito di 730.000 dollari (frutto di opzioni per operazioni di trading su Robinhood) travolto dalla disperazione si è tolto la vita.

Il suicidio ha provocato un’onda di indignazione e critiche all’app californiana, accusata di sfruttare l’ignoranza e la vulnerabilità dei giovani per arricchirsi, spingendo i genitori del ragazzo a fare causa alla società di trading online.

Ma cosa è successo esattamente?

Nella notte tra l’11 e il 12 giugno del 2020, Alex Kearn riceve una email automatica in cui gli veniva intimato di pagare più di 170mila dollari in pochi giorni. Secondo i genitori del ragazzo, il ventenne ha provato a contattare il servizio clienti, ricevendo solo risposte automatiche. Il 13 giugno, la piattaforma invia una nuova email al giovane spiegando di aver rimosso le restrizioni all’account precedentemente applicate e mostrando un saldo positivo pari a 16.000 dollari.

Ma è ormai troppo tardi: Alex si era suicidato il giorno prima.

Sempre nel 2020, oltre 400 lamentele e cause sono state intentate nei confronti di Robinhood da utenti ritenutisi danneggiati, lamentando proprio una scarsa assistenza clienti.

Il caso Gamestop e la rabbia della politica

Robinhood si è resa protagonista nel famoso caso Gamestop, divenendo una leva formidabile con la quale un gruppo di piccoli trader, organizzati sui forum di Reddit, ha sfidato gli hedge fund di Wall Street acquistando in massa azioni dell’azienda di videogiochi proprio tramite Robinhood, facendo saltare il banco di grandi fondi che avevano investito al ribasso sui titoli Gamestop (si pensi che Melvin Capital, grande nome tra i fondi hedge di Wall Street, ha perso il 49% del capitale investito nell’operazione Gamestop).

Di fronte al tumulto causato dai piccoli investitori retail, Robinhood è intervenuta ponendo delle limitazioni alle negoziazioni dei titoli Gamestop e di altre azioni simili oggetto di forti attività speculative.

Tale blocco ha provocato però l’ira di Alexandra Ocasio Cortez, la giovane democratica membro del Congresso degli Stati Uniti, la quale ha accusato Robinhood di avere tradito i trader retail a favore degli hedge fund, dunque di aver (a dispetto del nome) rubato ai poveri per dare ai ricchi.

Il CEO di Robinhood, Vladimir Tenev, si è difeso spiegando che le limitazioni erano giustificate dalle maggiori richieste di garanzie di collaterali avanzate dalle autorità, limiti rimossi una volta che la piattaforma è riuscita a raccogliere sufficienti fondi per coprire le somme investite nelle transazioni.

Al di là di polemiche e controversie, Robinhood è riuscita ad affermarsi come app di trading capace di fare concorrenza ai migliori broker a zero commissioni presenti sul mercato, ma come ogni piattaforma dedicata al trading, è opportuno comprenderne i rischi e le opportunità prima di avventurarsi in investimenti avventati.

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