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Moneyfarm - Intervista ai founder Giovanni Daprà e Paolo Galvani

Hanno rivoluzionato il modo di investire in Italia introducendo la figura del robo-advisor

Founder Moneyfarm Daprà-Galvani

Cos'è Moneyfarm

Per chi non lo sapesse, Moneyfarm è una realtà tutta italiana. Si tratta di una società che svolge il servizio di consulenza finanziaria indipendente. Tale servizio viene espletato attraverso la sapiente combinazione di risorse umane (consulenti dedicati e customer service) e risorse tecnologiche (software e algoritmi).

Nel gergo finanziario Moneyfarm corrisponde alla figura di ultima generazione del robo-advisor. Abbiamo intervistato i due founder Giovanni Daprà e Paolo Galvani per rivolgergli alcune domande di particolare interesse per gli investitori italiani.

We are changing the world with technology.

Partiamo dall'inizio: come è nata l’idea di fondare Moneyfarm e quali sono le principali sfide che avete affrontato in questi anni?

Moneyfarm nasce in Italia nel 2011 da un’idea di Giovanni Daprà e di Paolo Galvani, per offrire agli investitori soluzioni d’investimento di medio-lungo termine semplici, trasparenti e a costi decisamente inferiori a quelli imposti dagli operatori tradizionali per servizi comparabili. Uno dei valori fondanti di Moneyfarm è l’indipendenza, ossia la totale assenza di conflitto d’interesse nell’offerta di consulenza: non riceviamo retrocessioni da parte degli emittenti dei prodotti che compongono i nostri portafogli, i nostri clienti sono sicuri che scegliamo prodotti finanziari esclusivamente nel loro interesse.

Far capire il grande valore aggiunto di Moneyfarm è stata la nostra prima sfida. Bisogna avere un minimo di dimestichezza con il mondo degli investimenti. Purtroppo ancora oggi pochi sanno cosa comprano quando investono con un intermediario finanziario, quanto gli costa il servizio, per cosa stanno pagando esattamente. Negli investimenti, per esempio, non vale la regola che più spendi e migliore è il servizio d’investimento (dati recenti a supporto). L’ideale sarebbe operare in un mercato più trasparente di quello attuale, dove ognuno riesca a comparare correttamente i servizi e fare la propria analisi costi-benefici con cognizione di causa. Purtroppo non e’ cosi’ quindi la nostra sfida è prima di tutto aiutare le persone a fare chiarezza. Non dimentichiamoci, più in generale, i dati allarmanti sull’educazione finanziaria che vedono l’Italia in particolare fanalino di coda. Per questo basti dare uno sguardo all’ultimo Rapporto sulla ricchezza delle famiglie italiane (i cui risultati sono ben riassunti qui): oltre il 50% degli italiani non ha conoscenze di base in campo finanziario, il 77% non conosce i prodotti finanziari più noti (conto corrente, azione, obbligazione, bitcoin, fondo comune), ecc. A maggior ragione, quindi, spiegare alle persone concetti complessi in modo semplice rappresenta una sfida che abbiamo raccolto dal giorno uno e che affrontiamo ogni giorno. oltre 43 mila clienti in Europa ci hanno dato fiducia finora.

Ulteriore elemento distintivo di Moneyfarm è la trasparenza dei costi, una delle sfide che non solo noi ma, crediamo, tutta l’industria del risparmio dovrebbe raccogliere. Le informative tradizionali sui costi degli investimenti presentano da sempre strutture di costo incomprensibili a chi non è un addetto ai lavori e spesso non del tutto trasparenti. Non a caso, in Europa, con la normativa MiFID 2 il regolatore è intervenuto a correggere anomalie come queste. Nell’anno in cui tutta l’industria del risparmio era tenuta ad applicare per la prima volta questa importante normativa, il 2019, abbiamo patrocinato un’indagine del Politecnico di Milano volta proprio ad analizzarne l’applicazione effettiva nel nostro Paese con l’obiettivo di offrire a tutta l’industria italiana del risparmio gestito un utile punto di riferimento e incoraggiare comportamenti virtuosi, di trasparenza e indipendenza.

Perché un investitore dovrebbe utilizzare Moneyfarm piuttosto che un consulente finanziario in carne ed ossa?

In realtà a Moneyfarm ci sono consulenti finanziari in carne e ossa. Non è correttissima l’etichetta di ‘robo-advisor’ nel senso in cui lo intendono in molti, perché il nostro è un modello di robo ibrido dove la tecnologia interviene a svolgere i compiti che possono essere automatizzati, quelli in cui il fattore umano non rappresenta un reale valore aggiunto. A nostro modo di vedere, la tecnologia è comunicazione integrata, non automatizzazione totale. Per quanto riguarda la gestione dei portafogli riteniamo che l’attività del nostro team di Asset Allocation non sia demandabile ad algoritmi e, per quanto riguarda il servizio di consulenza, mettiamo sempre a disposizione dei nostri clienti un consulente dedicato a cui possono scrivere o telefonare o che possono anche incontrare di persona nei nostri uffici. Moneyfarm da questo punto di vista si adatta perfettamente a investitori anche molto diversi tra loro: da quelli che preferiscono fare tutto da soli online a quelli che desiderano un confronto con il consulente fin dall’inizio del percorso d’investimento.

Quanto è conosciuta la figura del robo-advisor in Italia e che margini di crescita ha nel nostro Paese?

Come dicevamo prima, noi siamo un robo-advisor ibrido. Il modello di consulenza ibrida secondo noi, ma anche secondo i nostri competitor europei e americani, è la scelta giusta per non perdere quel che viene maggiormente apprezzato da alcuni clienti del modello tradizionale, il tocco umano.

D’altro canto il nostro approccio digitale alla gestione del risparmio va inserito nel quadro dell’evoluzione naturale che stanno vivendo tutti i servizi finanziari (i pagamenti per esempio). Risponde a un bisogno spontaneo delle persone, che stanno vivendo in un contesto di digitalizzazione a 360 gradi dei vari aspetti della loro vita. Nielsen dice che oggi già 13,7 milioni di italiani gestiscono le proprie finanze con lo smartphone (dato in crescita del 30% rispetto all’anno precedente) e che il 35% della clientela è pronta a considerare un’offerta senza filiali. Dal 2007 al 2018 il settore bancario in Italia ha tagliato 74.000 addetti, diminuendo il numero delle filiali di oltre il 20%: è evidente che sia in atto un cambiamento strutturale.

Noi crediamo che, anche nell’ambito della gestione del risparmio, saranno i risparmiatori a plasmare l’offerta. Quello che accade nel nostro settore non è tanto diverso da quello che accade anche in altri settori, accade solo più lentamente.

Ci saranno delle novità in futuro che riguarderanno i vostri clienti?

Certo, siamo sempre al lavoro per migliorare la nostra offerta, seguiteci per restare aggiornati. Basta iscriversi a Moneyfarm per ricevere le nostre newsletter.

 


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