Una Breve Storia Italiana sull’Economia


 

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Ci sono diverse teorie che identificano l’Italia del XV secolo essere la culla dei principi dell’economia moderna anche se poi molti di questi vennero sviluppati, qualche secolo dopo, da personaggi di origine anglosassone[1] e poi superati nella storia più recente da studiosi delle facoltà universitarie degli Stati Uniti[2].

Se però come il titolo di un percorso universitario, intendiamo l’Economia come scienza che regola le attività del Commercio, possiamo con ragionevole certezza affermare che le prime transazioni vennero facilitate con la sostituzione del sistema numerico romano, con quello decimale importato dai paesi della Mesopotamia grazie a Leonardo Pisano detto il Fibonacci.

Il Fibonacci

Il Fibonacci era un fine matematico che dotò il sistema di una notevole semplificazione computazionale visto che semplici operazioni come divisioni o moltiplicazioni, ma anche  le addizioni e sottrazioni, erano fino ad allora possibili solo con abachi e schede di calcolo precompilate.

L’introduzione del sistema metrico decimale, anche se oggi può apparire banale, cambiò completamente il concetto della matematica e quindi delle opportunità che apriva nella velocità delle transazioni. Mi vengono in mente diversi esempi che possano far comprendere il livello di evoluzione; pensiamo per esempio al salto tecnologico fatto dalla candela alla lampadina, dal telefono di casa al cellulare, dalle pagine gialle ad internet, dal fax alle email.

Il Fibonacci poi cercava di far comprendere l’utilizzo del nuovo sistema metrico con degli esempi pratici di situazioni di affari (…un mercante vende una libbra di spezie a x ed il suo cliente ne vuole 2 e 3/4…., qual è il prezzo?) nel suo Liber Abbaci, fornendo delle guide su come utilizzare lo strumento e quanto questo potesse essere potente.  Lo stesso Leonardo Pisano poi diventò anche famoso nel mondo del trading per le teorie che derivano dallo studio della serie di numeri che egli determinò, e dalla sua unicità, anche nota come Serie di Fibonacci.

La nascita delle banche

Insomma, nel periodo del Rinascimento Italiano, Pisa, Firenze e Venezia erano degli hub di intenso commercio e scambio culturale che portarono alla luce la necessità di sviluppare metodi per la compravendita e il cambio valuta, visto che le varie città stato erano tutte dotate di moneta di proprio conio.

Ben presto ci si rese conto che le potenzialità di questo sistema potevano andare ben oltre se si fosse trovato un modo per dilazionare il pagamento nel tempo o richiedere un prestito.

Gli Ebrei furono i primi ad esercitare le attività di prestito di denaro e ad esercitare l’esigenza dell’interesse. L’esercizio di questa pratica degli Ebrei concentrati principalmente a Venezia veniva però condannata dalla Chiesa, per cui per un periodo di tempo questo veniva limitato solo ad attività tra privati.

Ma nel momento in cui i volumi di scambio aumentavano e il credito e il debito diventavano sempre più una pratica necessaria, I Medici di Firenze, essendo principalmente agenti di cambio di valuta, sostituirono la parola interesse con commissione. In questo modo sarebbero stati accolti nel regno di Dio dopo aver vissuto una ricca e felice esistenza terrena.

I semplici prestiti tra privati vennero istituzionalizzati, e dai banchi su cui avvenivano la transazioni di compravendita, cambio valuta e credito, nacque la Banca. Finalmente era possibile regolamentare ed operare in larga scala operazioni finanziarie via via più complesse e, cosa non trascurabile, la cui remunerazione non era bandita dalla chiesa.

I prestiti non fecero altro che dare fiducia ad avventurieri ad esplorare ed incrementare i volumi dei loro affari spingendosi oltre i confini nazionali in Europa, fino all’estremo oriente e poi con Cristoforo Colombo nelle Indie occidentali.

La necessità di coprire i rischi nel trasporto di materiale, fece emergere la necessità di avere una protezione nei confronti di eventi non prevedibili ed avere la possibilità di fare piani a lungo termine, con coperture finanziarie anche in caso di eventi incontrollabili.

La nascita delle assicurazioni e del debito pubblico

Le assicurazioni, (le Generali che presero poi il simbolo del leone di Venezia o la Lloyd di Trieste il cui nome ha a che fare con una “casa del caffè” sorta a Londra nel 1688 a opera del gallese Edward Lloyd), sono stati i primi strumenti finanziari intelligenti perché incorporavano i nuovi concetti di valutazione, misura e mitigazione del rischio.

La ricchezza e il progresso che nella sua pura essenza assolve una funzione intrinsecamente positiva mostrava però naturale digressione della competizione e nella sua forma più negativa della violenza e sopraffazione.

La storia ci ha raccontato guerre di ogni epoca, ma le prime imprese belliche ad essere supportate da un sistema finanziario furono le continue guerre tra le città stato della Toscana.

I mercenari che combattevano per l’una e/o per l’altra Città Stato, risparmiavano i cittadini dall’assolvimento delle cariche militare, ma ad un prezzo.

I cittadini dovevano finanziare le attività belliche per un determinato periodo di tempo alla fine del quale ricevevano il capitale iniziale più il premio per aver dato credito alla missione che con i saccheggi, le nuove tasse, le nuove proprietà poteva pagare i suoi debitori.

Era stato inventato il debito pubblico e l’obbligazione governativa.

 

 

[1] John Law, Ricardo, Smith e Keynes solo per citarne alcuni

[2] Phillips, Campbell, Stiglitz

 


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