Le migliori azioni italiane da comprare nel 2026 rappresentano un tema centrale per chi investe sul mercato domestico. La Borsa Italiana è un ecosistema ricco di opportunità, ma anche di scelte complesse.
Tra grandi colossi del FTSE MIB, società ad alta redditività e aziende in forte espansione, capire quali sono i titoli più promettenti richiede un’analisi approfondita che vada oltre il semplice andamento dei prezzi.
In questa guida analizziamo le principali azioni italiane da monitorare nel 2026, selezionate dal team di QualeBroker sulla base di solidità finanziaria, prospettive di crescita, settori chiave, valutazioni e indicazioni degli analisti.
L’obiettivo è individuare le società con il miglior equilibrio tra rischio e rendimento e capire quali azioni italiane potrebbero offrire le migliori performance quest'anno, sia in ottica di crescita che di dividendi.
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Quali sono le migliori azioni italiane da comprare nel 2026?
Il mercato azionario italiano offre nel 2026 opportunità interessanti in diversi comparti. Il FTSE MIB, a inizio settembre, si muove intorno ai 52.100-52.200 punti, un ritracciamento contenuto (circa -2,5%) rispetto ai massimi, ma la traiettoria di fondo dell'anno resta comunque molto positiva.
Piazza Affari è stata una delle borse più performanti d'Europa, un risultato guidato soprattutto dal settore bancario e assicurativo, che ha beneficiato di diverse operazioni di fusione e consolidamento tra istituti di credito, oltre a un maggiore interesse degli investitori esteri verso azioni italiane ancora considerate sottovalutate.
Per la seconda parte dell'anno gli analisti si aspettano una fase più complessa rispetto al primo semestre: le prossime decisioni della BCE sui tassi di interesse e le tensioni geopolitiche internazionali restano tra i fattori principali da monitorare, e potrebbero portare a un aumento della volatilità sui mercati.
La tabella seguente raccoglie sei tra le migliori azioni italiane da valutare nel 2026, tutte quotate su Borsa Italiana e analizzate sulla base di performance,
Nonostante alcuni titoli abbiano registrato cali dall'inizio dell'anno, il consenso degli analisti rimane prevalentemente positivo, con raccomandazioni di acquisto (Buy) o mantenimento (Hold) sulla maggior parte dei titoli in lista.
Le 6 migliori azioni italiane nel 2026
Leonardo (LDO)
Leonardo (LDO) è tra i principali gruppi industriali europei nei settori aerospaziale, difesa e sicurezza, con una presenza globale e un portafoglio diversificato che spazia da elicotteri e sistemi elettronici a soluzioni cyber e satellitari. Il gruppo mantiene una rilevanza strategica anche in virtù della partecipazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel capitale sociale.
I risultati finanziari del 2025 mostrano una crescita sostenuta: ordini in aumento, ricavi in espansione, EBITDA in linea con le aspettative e indebitamento in calo rispetto all’anno precedente.
A settembre 2026, il titolo presenta una capitalizzazione di mercato di quasi 30 miliardi di euro, collocandosi tra le principali società industriali quotate sul FTSE MIB. Il prezzo dell’azione si attesta intorno ai 50€, dopo un significativo rialzo registrato nel corso degli ultimi dodici mesi. La performance a un anno è del 2,36%. Dal punto di vista della remunerazione degli azionisti, il dividendo approvato per l’esercizio 2025 è pari a 0,63€ (stacco cedola il 22 giugno 2026, pagamento dal 24 giugno), che ai prezzi correnti corrisponde a un dividend yield di circa l’1,2%.
Il rendimento da dividendo rimane quindi contenuto e indica una politica di distribuzione orientata alla sostenibilità e al mantenimento della capacità di investimento.
Per il 2026, il rating consensuale sul titolo è “Acquista” o “Mantieni”, sulla base delle valutazioni di 18 analisti: 11 raccomandano l’acquisto, 7 suggeriscono di mantenere la posizione e nessuno consiglia la vendita. Il target price medio a 12 mesi è pari a 69,089€, con un rialzo del 30%. Secondo Morgan Stanley, le azioni Leonardo potrebbero arrivare a 82€.
Gran parte delle aspettative di crescita del titolo derivano dal contesto geopolitico e dall’aumento delle spese militari in Europa e globalmente. Chiaramente, queste sono previsioni di mercato e non certezze. I rischi di mercato, l’esecuzione del piano industriale e la concorrenza rimangono elementi chiave da monitorare.
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FinecoBank (FBK)
FinecoBank è una banca specializzata in servizi di banking, trading e risparmio gestito, con un modello operativo fortemente orientato alla tecnologia e alla consulenza finanziaria evoluta.
Ai primi di settembre 2026, il titolo presenta una capitalizzazione di mercato di 14 miliardi di euro, mentre il prezzo delle azioni si colloca intorno ai 23€. Nell’ultimo anno FBK ha registrato un rialzo del 27% circa.
Nel corso del 2025 il titolo ha mostrato una marcata volatilità positiva e registrato un rialzo che lo ha portato a superare i massimi registrati nel 2024. Questo andamento ha evidenziato una forte fase di recupero sostenuta dal miglioramento dei risultati economici e dall’apprezzamento del mercato per il modello di business della banca.
Gli ultimi dati di bilancio confermano infatti un utile netto di 647 milioni di euro e ricavi totali per 1.316,5 milioni di euro, accompagnati da una solidità patrimoniale pari al 23,3%, un livello ampiamente superiore ai requisiti minimi richiesti dalle autorità di vigilanza europee.
Sul piano operativo, la società ha superato le aspettative grazie a una crescita sostenuta dell’attività, all’acquisizione di 145.000 nuovi clienti e al continuo potenziamento dell’offerta tecnologica, inclusi strumenti di assistenza basati su intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda la politica dei dividendi, per il 2026 Fineco ha annunciato un dividendo di 0,79€ per azione, con stacco il 19 maggio e pagamento il 21 maggio, e ha confermato il mantenimento di un payout ratio compreso tra il 70% e l’80%.
Ad oggi, il consenso degli analisti evidenzia una prevalente indicazione all’acquisto o al mantenimento del titolo. Il target price medio è pari a 25,5€ suggerendo aspettative generalmente stabili.
Fiera Milano (FM)
Fiera Milano è uno dei principali titoli di Borsa Italiana da tenere d’occhio per il 2026, anno in cui l’effetto delle Olimpiadi Milano-Cortina ha portato a un’intensa attività nelle strutture fieristiche del gruppo. La società è leader nel proprio settore e viene spesso percepita come una scelta più solida rispetto ad altre azioni più speculative.
Nel momento in cui scriviamo, il market cap è di 550 milioni di euro, il prezzo delle azioni si attesta sui 7,76€, con una crescita superiore al 13% su base annua. Questo aumento riflette l’interesse degli investitori per il modello di business che va oltre le fiere tradizionali.
La società guidata da Francesco Conci sta, infatti, investendo in concerti, eventi sportivi e manifestazioni aperte al pubblico, con l’obiettivo di diversificare i ricavi e sfruttare meglio le proprie strutture durante tutto l’anno. Allo stesso tempo, si sta espandendo anche a livello internazionale, con iniziative in India e in altri mercati esteri.
Nel 2025 Fiera Milano ha registrato risultati in forte crescita. L’utile netto è salito a 50,8 milioni di euro, più che raddoppiando rispetto all’anno precedente.
Anche i ricavi sono aumentati in modo significativo, raggiungendo circa 380 milioni di euro, mentre la redditività operativa è migliorata sensibilmente rispetto al 2024.
Il consiglio di amministrazione ha inoltre proposto un dividendo più alto rispetto allo scorso anno, pari a 0,25€ per azione: un elemento che rende il titolo interessante anche per chi cerca un equilibrio tra crescita e reddito.
Intesa Sanpaolo (ISP)
Intesa Sanpaolo è uno dei principali titoli di Piazza Affari, con una capitalizzazione di mercato superiore ai 110 miliardi di euro. È anche il gruppo bancario più grande in Italia, con circa 900 sportelli e 7,6 milioni di clienti.
Il titolo è quasi triplicato in tre anni, passando da 2,40€ a 6,70€.
Grazie alla sua scala e alla redditività consolidata, Intesa Sanpaolo è percepita come un titolo su cui gli azionisti possono contare per cedole regolari. In passato, la banca ha seguito un piano di distribuzione dei dividendi con payout costante, sostenuto anche da programmi di buyback.
Per quest’anno è stata proposta una distribuzione complessiva di dividendi pari a 6,5 miliardi di euro, tra acconto già pagato nel 2025 e saldo previsto nel 2026. A questo si aggiunge un piano di riacquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi di euro, con avvio previsto a luglio 2026 e già autorizzato dalla BCE.
Gli analisti mantengono una visione positiva sul titolo. Le stime di consenso indicano un target price medio di circa 6,80€. Nel complesso, la valutazione media degli esperti si colloca su un giudizio di acquisto: la maggior parte delle raccomandazioni segnala che il titolo ha ancora spazio per apprezzarsi.
Il settore bancario resta tra i più seguiti dagli investitori, soprattutto da chi cerca azioni stabili con dividendi regolari. Fari accesi anche sulle fusioni e acquisizioni: dopo operazioni di spicco che nel 2025 hanno coinvolto nomi come MPS e Mediobanca, l’M&A potrebbe restare un catalizzatore di mercato anche quest’anno.
Enel (ENEL)
Tra le azioni che meritano attenzione anche per il 2026 c’è Enel (ENEL), tra i titoli più “preziosi” a Piazza Affari, con una capitalizzazione di mercato di 92 miliardi di euro. La società è tra le compagnie energetiche italiane leader nel settore e ha una presenza significativa anche a livello internazionale, rientrando tra le 100 aziende più grandi al mondo. Il titolo ha registrato una crescita del 16% in un anno, e il prezzo delle azioni si attesta intorno ai 9€. L’andamento è stato piuttosto stabile, riflettendo la solidità della società e la prevedibilità dei flussi di cassa tipici del settore energetico.
Sul fronte dei risultati finanziari, l’EPS (utile per azione) pari a 0,59€ è considerato buono, così come il rapporto prezzo/utili (P/E) di circa 14,5, che indica una valutazione equilibrata rispetto alla redditività della società.
Enel ha mantenuto una politica di dividendi regolari e sostenibili. Il dividendo pagato nel 2025 è stato di 0,47€ per azione. Il Piano Strategico 2025-2027 prevede un dividendo totale relativo all’esercizio 2025 di almeno 0,46€, distribuito in due tranche, per l’intero arco di piano e un potenziale ulteriore incremento fino a un payout del 70% sull’utile netto ordinario del Gruppo.
De’Longhi (DLG)
De’ Longhi è un leader mondiale nelle macchine per espresso automatiche e opera anche nei settori degli elettrodomestici, della climatizzazione e dei sistemi per la casa e il benessere. Il titolo è incluso nel FTSE Italia Mid Cap, l’indice che raccoglie le società italiane a media capitalizzazione, considerate tra le più interessanti subito dopo le 40 blue chip del FTSE MIB.
💡 Le Mid Cap possono offrire un potenziale di crescita superiore rispetto alle Big Cap, poiché spesso si trovano in una fase più espansiva. Inoltre, rappresentano una valida opportunità di diversificazione di portafoglio, combinando prospettive di rendimento interessanti con un livello di rischio generalmente più contenuto rispetto alle piccole imprese.
Da inizio anno, l’andamento del titolo ha mostrato una certa volatilità (a marzo era crollato del 19%).
Dopo i buoni risultati societari, il mercato non ha reagito con un rialzo deciso, segno che parte delle aspettative era già scontata nei prezzi oppure che gli investitori restano cauti sul contesto macro e sui consumi. Al momento della scrittura, le azioni DLG vengono scambiate a 40€ circa. Negli ultimi tre anni il titolo è più che raddoppiato.
Il sentiment degli analisti è generalmente favorevole. Secondo le stime più recenti, il target price medio per le azioni De’ Longhi è di circa 43€, con un potenziale di rialzo rispetto ai livelli attuali.
💡 Il mercato azionario italiano offre spunti interessanti, ma per bilanciare il rischio, inserisci in portafoglio anche le migliori obbligazioni del momento, così da garantire una base di rendimento fisso.
Come abbiamo scelto le migliori azioni italiane per il 2026
La nostra selezione delle migliori azioni per il 2026 è stata fatta prendendo come riferimento i seguenti parametri:
- Variazione di prezzo in percentuale in un anno
- P/E (Price-Earnings Ratio): il rapporto tra la capitalizzazione di mercato e gli utili conseguiti. È utile per identificare se la quotazione di un titolo è sopravvalutata (P/E alto) o sottovalutata (P/E basso)
- EPS (Earnings Per Share): conosciuto anche come utile per azione, indica l’utile netto che viene distribuito agli azionisti. Un valore alto identifica una forte redditività di un’azienda
- Andamento rispetto al comparto di riferimento: la percentuale di andamento di un’azione rispetto al settore di cui fa parte
- Previsioni degli analisti: cosa dicono gli analisti delle principali banche di investimento.
FAQ sulle migliori azioni italiane 2026
Conviene comprare azioni italiane nel 2026?
Sì, per molti investitori il 2026 rappresenta un momento interessante per guardare alla Borsa italiana. Il FTSE MIB include aziende solide con fondamentali robusti, valutazioni spesso più contenute rispetto ad altri mercati europei e una buona tradizione di dividendi. Settori come bancario, energia e lusso offrono opportunità concrete sia per chi cerca crescita del capitale che per chi punta a una rendita periodica.
Ovviamente ogni investimento comporta dei rischi: prima di comprare azioni italiane è fondamentale analizzare i singoli titoli, diversificare il portafoglio e, se sei alle prime armi, usare una piattaforma affidabile o rivolgerti a un consulente finanziario.
Quali azioni italiane saliranno nel 2026?
Pur non potendo dire con certezza quali azioni italiane saliranno nel 2026 (i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri), si possono individuare segmenti del listino italiano che oggi mostrano fondamentali più solidi: difesa/aerospazio, utility regolate e infrastrutture energetiche e banche di alta qualità. Occhi puntati, quindi, su titoli come Leonardo, Enel, Prysmian e Intesa Sanpaolo.
La direzione dei prezzi dipende però da vari fattori come andamento degli utili, solidità patrimoniale, aspettative sui tassi e clima generale di mercato, mentre i livelli tecnici offrono solo indicazioni di breve periodo. Eventi come trimestrali o dati macro possono inoltre aumentare la volatilità e generare movimenti anche bruschi nel breve termine.
Quali settori cresceranno nel 2026?
Secondo outlook recenti, nel 2026 il mercato sta premiando sempre più industria, energia e beni di consumo difensivi. A sostenere questi comparti sono fattori come investimenti nei data center basati sull’intelligenza artificiale, i prezzi dell’energia più elevati e la maggiore attenzione dei consumatori al risparmio. Tra i titoli italiani top player nei settori in crescita ci sono Leonardo, Prysmian, Eni, Enel, Snam, Campari, EssilorLuxottica e De’ Longhi.
Quali sono le aspettative per la borsa nel 2026?
Le prospettive per la Borsa nel 2026 restano incerte e dipendono soprattutto dal contesto macroeconomico. Per l’Italia, le previsioni del Centro Studi Confindustria indicano una crescita del PIL moderata (circa 0,5%), che potrebbe azzerarsi o diventare negativa in caso di peggioramento del conflitto in Medio Oriente. Se queste previsioni sono corrette, per il 2026 è più probabile un mercato azionario debole e volatile, con performance selettive più che un rally generalizzato.
Quali azioni italiane danno più dividendi?
Nel 2026 le società a Piazza Affari che staccano i dividendi più alti si concentrano soprattutto nel settore finanziario. In particolare, Banca MPS, Nexi e Banco BPM risultano tra i titoli con i rendimenti migliori (circa 8-11%).
Tra i dividendi elevati ma più equilibrati figurano Intesa Sanpaolo, Eni e Poste Italiane, con rendimenti intorno al 5-7% e politiche di distribuzione solide. Poste, in particolare, ha annunciato una cedola complessiva 2025 (pagata nel 2026) in crescita.
Quali sono le azioni italiane che rendono di più?
Le azioni che tendono a rendere di più nel tempo sono quelle con crescita degli utili (EPS), valutazioni ragionevoli (P/E), solidità finanziaria e flussi di cassa stabili, oltre a un buon dividend yield. Non necessariamente, quindi, quelle che hanno già registrato le performance migliori in Borsa.
In Italia, esempi coerenti con questi criteri sono Leonardo, Prysmian, Intesa Sanpaolo, FinecoBank, Enel, Eni, Ferrari e Moncler.
Quali sono 3 azioni da tenere per sempre?
Le azioni adatte a una strategia “cassettista” (buy & hold a lungo termine) sono quelle di aziende solide, prevedibili e capaci di generare utili e dividendi nel tempo, anche in contesti economici difficili.
3 azioni italiane ideali per investimenti di lungo periodo sono:
1. Enel
È una delle principali utility globali nel settore energetico. Grazie a un business regolato, offre flussi di cassa prevedibili e una politica di dividendi stabile. È considerata una delle scelte più difensive del mercato italiano.
2. Intesa Sanpaolo (ISP)
È la banca leader in Italia, con una forte capacità di generare utili e distribuire dividendi elevati. Pur essendo un titolo ciclico, ha dimostrato nel tempo grande solidità e continuità nei risultati.
3. Eni (ENI)
Multinazionale dell’energia con una forte generazione di cassa e dividendi interessanti. È più esposta ai cicli delle materie prime, ma resta una delle aziende italiane più solide e globali.
Come comprare azioni italiane nel 2026?
Comprare azioni italiane oggi è più semplice di quanto sembri. Il primo passo è aprire un conto su un broker online regolamentato (ce ne sono diversi affidabili, accessibili anche da piccoli capitali). Una volta aperto il conto, puoi cercare direttamente i titoli quotati sul mercato italiano (Borsa Italiana/Euronext Milan), analizzare le schede dei singoli titoli e acquistare con pochi clic. Prima di procedere, definisci il tuo obiettivo: vuoi puntare sulla crescita nel lungo periodo, incassare dividendi o diversificare un portafoglio già esistente? La risposta cambia i titoli su cui concentrarti. Se sei alle prime armi, parti da ETF sul FTSE MIB per prendere confidenza con il mercato, poi valuta i singoli titoli con più consapevolezza.







