Le migliori azioni italiane da comprare nel 2026 rappresentano un tema centrale per chi investe sul mercato domestico. La Borsa Italiana è un ecosistema ricco di opportunità, ma anche di scelte complesse.
Tra grandi colossi del FTSE MIB, società ad alta redditività e aziende in forte espansione, capire quali sono i titoli più promettenti richiede un’analisi approfondita che vada oltre il semplice andamento dei prezzi.
In questa guida analizziamo le principali azioni italiane da monitorare nel 2026, selezionate dal team di QualeBroker sulla base di solidità finanziaria, prospettive di crescita, settori chiave, valutazioni e indicazioni degli analisti.
L’obiettivo è individuare le società con il miglior equilibrio tra rischio e rendimento e capire quali azioni italiane potrebbero offrire le migliori performance quest'anno, sia in ottica di crescita che di dividendi.
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Quali sono le migliori azioni italiane da comprare nel 2026?
Il mercato azionario italiano offre nel 2026 opportunità interessanti in diversi comparti. Dopo un 2025 caratterizzato da performance generalmente solide, la selezione dei titoli richiede oggi maggiore attenzione, con alcuni settori che mostrano segnali di correzione e altri che mantengono slancio.
La tabella seguente raccoglie sei titoli quotati su Borsa Italiana analizzati sulla base di performance, valutazione (P/E) e utile per azione (EPS).
Nonostante alcuni titoli registrino cali dall'inizio dell'anno, il consenso degli analisti rimane prevalentemente positivo, con raccomandazioni di acquisto (Buy) o mantenimento (Hold) sulla maggior parte dei titoli in lista.
Difesa
Le 6 migliori azioni italiane nel 2026
Ecco quali sono le migliori azioni italiane del 2026
Leonardo (LDO)
Leonardo (LDO) è tra i principali gruppi industriali europei nei settori aerospaziale, difesa e sicurezza, con una presenza globale e un portafoglio diversificato che spazia da elicotteri e sistemi elettronici a soluzioni cyber e satellitari. Il gruppo mantiene una rilevanza strategica anche in virtù della partecipazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel capitale sociale.
I risultati finanziari del 2025 mostrano una crescita sostenuta: ordini in aumento, ricavi in espansione, EBITDA in linea con le aspettative e indebitamento in calo rispetto all’anno precedente.
A metà aprile 2026, il titolo presenta una capitalizzazione di mercato pari a 30 miliardi di euro, collocandosi tra le principali società industriali quotate sul FTSE MIB. Il prezzo dell’azione si attesta intorno ai 53€, dopo un significativo rialzo registrato nel corso degli ultimi dodici mesi. La performance da inizio anno è di circa il 7%, un dato che riflette sia il miglioramento dei fondamentali operativi sia il rinnovato interesse del mercato per il comparto difesa.
Dal punto di vista della remunerazione degli azionisti, Leonardo prevede un dividendo annuo di 0,63€ per azione per il 2026 (data stacco prossima cedola: 22 giugno), che ai prezzi correnti corrisponde a un dividend yield di circa l’1,01%.
Il rendimento da dividendo rimane quindi contenuto e indica una politica di distribuzione orientata alla sostenibilità e al mantenimento della capacità di investimento.
Per il 2026, il rating consensuale sul titolo è “Acquista” o “Mantieni”, sulla base delle valutazioni di 18 analisti: 11 raccomandano l’acquisto, 7 suggeriscono di mantenere la posizione e nessuno consiglia la vendita. Il target price medio a 12 mesi è pari a 69,089€, con un rialzo del 30%. Secondo Morgan Stanley, le azioni Leonardo potrebbero arrivare a 82€.
Gran parte delle aspettative di crescita del titolo derivano dal contesto geopolitico e dall’aumento delle spese militari in Europa e globalmente. Chiaramente, queste sono previsioni di mercato e non certezze. I rischi di mercato, l’esecuzione del piano industriale e la concorrenza rimangono elementi chiave da monitorare.
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FinecoBank (FBK)
FinecoBank è una banca specializzata in servizi di banking, trading e risparmio gestito, con un modello operativo fortemente orientato alla tecnologia e alla consulenza finanziaria evoluta.
A fine aprile 2026, il titolo presenta una capitalizzazione di mercato di 12,8 miliardi di euro, mentre il prezzo delle azioni si colloca intorno ai 21€. Nell’ultimo mese FBK ha registrato un rialzo del 12% circa.
Nel corso del 2025 il titolo ha mostrato una marcata volatilità positiva e registrato un rialzo che lo ha portato a superare i massimi registrati nel 2024. Questo andamento ha evidenziato una forte fase di recupero sostenuta dal miglioramento dei risultati economici e dall’apprezzamento del mercato per il modello di business della banca.
Gli ultimi dati di bilancio confermano infatti un utile netto di 647 milioni di euro e ricavi totali per 1.316,5 milioni di euro, accompagnati da una solidità patrimoniale pari al 23,3%, un livello ampiamente superiore ai requisiti minimi richiesti dalle autorità di vigilanza europee.
Sul piano operativo, la società ha superato le aspettative grazie a una crescita sostenuta dell’attività, all’acquisizione di 145.000 nuovi clienti e al continuo potenziamento dell’offerta tecnologica, inclusi strumenti di assistenza basati su intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda la politica dei dividendi, per il 2026 Fineco ha annunciato un dividendo di 0,79€ per azione, con stacco il 19 maggio e pagamento il 21 maggio, e ha confermato il mantenimento di un payout ratio compreso tra il 70% e l’80%.
Guardando alle prospettive per il 2026, il consenso degli analisti evidenzia una prevalente indicazione all’acquisto o al mantenimento del titolo. Il target price medio è pari a 24,9€, con una stima massima di 28,50€ e una stima minima di 24,40€, suggerendo aspettative generalmente stabili.
Fiera Milano (FM)
Fiera Milano è uno dei principali titoli di Borsa Italiana da tenere d’occhio per il 2026, anno in cui l’effetto delle Olimpiadi Milano-Cortina ha portato a un’intensa attività nelle strutture fieristiche del gruppo. La società è leader nel proprio settore e viene spesso percepita come una scelta più solida rispetto ad altre azioni più speculative.
Il titolo ha registrato un forte rialzo nel 2025. Nel momento in cui scriviamo, il market cap è di 536,5 milioni di euro, il prezzo delle azioni si attesta intorno a 7,47€, con una crescita superiore al 40% su base annua. Questo aumento riflette l’interesse degli investitori per il modello di business che va oltre le fiere tradizionali.
La società guidata da Francesco Conci sta, infatti, investendo in concerti, eventi sportivi e manifestazioni aperte al pubblico, con l’obiettivo di diversificare i ricavi e sfruttare meglio le proprie strutture durante tutto l’anno. Allo stesso tempo, si sta espandendo anche a livello internazionale, con iniziative in India e in altri mercati esteri.
Nel 2025 Fiera Milano ha registrato risultati in forte crescita. L’utile netto è salito a 50,8 milioni di euro, più che raddoppiando rispetto all’anno precedente.
Anche i ricavi sono aumentati in modo significativo, raggiungendo circa 380 milioni di euro, mentre la redditività operativa è migliorata sensibilmente rispetto al 2024.
Il consiglio di amministrazione ha inoltre proposto un dividendo più alto rispetto allo scorso anno, pari a 0,25€ per azione: un elemento che rende il titolo interessante anche per chi cerca un equilibrio tra crescita e reddito.
Intesa Sanpaolo (ISP)
Intesa Sanpaolo è oggi il secondo titolo più capitalizzato di Piazza Affari, con una capitalizzazione di mercato di 100,5 miliardi di euro, dopo Enel.
È anche il gruppo bancario più grande in Italia, con circa 900 sportelli e 7,6 milioni di clienti.
Nel 2025 le azioni ISP hanno messo a segno una buona performance: il prezzo si attesta intorno ai 5,77€ e ha registrato una crescita di circa +21% da inizio anno. Nel 2025 il gruppo ha registrato un utile netto di 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto al 2024. Il risultato è stato raggiunto anche grazie a oltre 1 miliardo di euro destinato nel corso dell’anno a rafforzare la solidità e la sostenibilità futura del business, con una previsione che punta a circa 10 miliardi di utile nel 2026.
Grazie alla sua scala e alla redditività consolidata, Intesa Sanpaolo è percepita come un titolo su cui gli azionisti possono contare per cedole regolari. In passato, la banca ha seguito un piano di distribuzione dei dividendi con payout costante, sostenuto anche da programmi di buyback.
Per quest’anno è stata proposta una distribuzione complessiva di dividendi pari a 6,5 miliardi di euro, tra acconto già pagato nel 2025 e saldo previsto nel 2026. A questo si aggiunge un piano di riacquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi di euro, con avvio previsto a luglio 2026 e già autorizzato dalla BCE.
Gli analisti mantengono una visione positiva sul titolo. Le stime di consenso indicano un target price medio di circa 6,60€, con una stima massima di 7,20€ e una minima di 6,30€. Nel complesso, la valutazione media degli esperti si colloca su un giudizio di acquisto: la maggior parte delle raccomandazioni segnala che il titolo ha ancora spazio per apprezzarsi.
Il settore bancario resta tra i più seguiti dagli investitori, soprattutto da chi cerca azioni stabili con dividendi regolari. Fari accesi anche sulle fusioni e acquisizioni: dopo operazioni di spicco che nel 2025 hanno coinvolto nomi come MPS e Mediobanca, l’M&A potrebbe restare un catalizzatore di mercato anche quest’anno.
Enel (ENEL)
Tra le azioni che hanno registrato un rendimento interessante nel 2025 e che meritano attenzione anche per il 2026 c’è Enel (ENEL), nella top 3 dei titoli più “preziosi” a Piazza Affari, con una capitalizzazione di mercato di 100,7 miliardi di euro. La società è tra le compagnie energetiche italiane leader nel settore e ha una presenza significativa anche a livello internazionale, rientrando tra le 100 aziende più grandi al mondo.
Il titolo ha registrato una crescita del 30% in un anno e oggi il prezzo delle azioni si attesta intorno a 9,7€. L’andamento è stato piuttosto stabile, riflettendo la solidità della società e la prevedibilità dei flussi di cassa tipici del settore energetico.
Sul fronte dei risultati finanziari, l’EPS (utile per azione) pari a 0,59€ è considerato buono, così come il rapporto prezzo/utili (P/E) di circa 14,5, che indica una valutazione equilibrata rispetto alla redditività della società.
Enel ha mantenuto una politica di dividendi regolari e sostenibili. Il dividendo pagato nel 2025 è stato di 0,47€ per azione. Il Piano Strategico 2025-2027 prevede un dividendo totale relativo all’esercizio 2025 di almeno 0,46€, distribuito in due tranche, per l’intero arco di piano e un potenziale ulteriore incremento fino a un payout del 70% sull’utile netto ordinario del Gruppo.
De’Longhi (DLG)
De’ Longhi è un leader mondiale nelle macchine per espresso automatiche e opera anche nei settori degli elettrodomestici, della climatizzazione e dei sistemi per la casa e il benessere. Il titolo è incluso nel FTSE Italia Mid Cap, l’indice che raccoglie le società italiane a media capitalizzazione, considerate tra le più interessanti subito dopo le 40 blue chip del FTSE MIB.
💡 Le Mid Cap possono offrire un potenziale di crescita superiore rispetto alle Big Cap, poiché spesso si trovano in una fase più espansiva. Inoltre, rappresentano una valida opportunità di diversificazione di portafoglio, combinando prospettive di rendimento interessanti con un livello di rischio generalmente più contenuto rispetto alle piccole imprese.
Da inizio anno, l’andamento del titolo ha mostrato una certa volatilità (a marzo era crollato del 19%).
Dopo i buoni risultati societari, il mercato non ha reagito con un rialzo deciso, segno che parte delle aspettative era già scontata nei prezzi oppure che gli investitori restano cauti sul contesto macro e sui consumi. Al momento della scrittura, le azioni DLG vengono scambiate a 33€. Nell’ultimo mese il titolo è salito di oltre il 13%.
Il sentiment degli analisti è generalmente favorevole. Secondo le stime più recenti, il target price medio per le azioni De’ Longhi è di circa 43€, con un potenziale di rialzo rispetto ai livelli attuali. Le valutazioni spaziano da un obiettivo massimo di 50,50€ a uno minimo di circa 30€ nel corso dell’anno.
💡 Il mercato azionario italiano offre spunti interessanti, ma per bilanciare il rischio, inserisci in portafoglio anche le migliori obbligazioni del momento, così da garantire una base di rendimento fisso.
Come abbiamo scelto le migliori azioni italiane per il 2026
La nostra selezione delle migliori azioni per il 2026 è stata fatta prendendo come riferimento i seguenti parametri:
- Variazione di prezzo in percentuale in un anno
- P/E (Price-Earnings Ratio): il rapporto tra la capitalizzazione di mercato e gli utili conseguiti. È utile per identificare se la quotazione di un titolo è sopravvalutata (P/E alto) o sottovalutata (P/E basso)
- EPS (Earnings Per Share): conosciuto anche come utile per azione, indica l’utile netto che viene distribuito agli azionisti. Un valore alto identifica una forte redditività di un’azienda
- Andamento rispetto al comparto di riferimento: la percentuale di andamento di un’azione rispetto al settore di cui fa parte
- Previsioni degli analisti: cosa dicono gli analisti delle principali banche di investimento.
FAQ sulle migliori azioni italiane 2026
Alcune domande frequenti
Pur non potendo dire con certezza quali azioni italiane saliranno nel 2026 (i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri), si possono individuare segmenti del listino italiano che oggi mostrano fondamentali più solidi: difesa/aerospazio, utility regolate e infrastrutture energetiche e banche di alta qualità. Occhi puntati, quindi, su titoli come Leonardo, Enel, Prysmian e Intesa Sanpaolo.
La direzione dei prezzi dipende però da vari fattori come andamento degli utili, solidità patrimoniale, aspettative sui tassi e clima generale di mercato, mentre i livelli tecnici offrono solo indicazioni di breve periodo. Eventi come trimestrali o dati macro possono inoltre aumentare la volatilità e generare movimenti anche bruschi nel breve termine.







