Risparmiare vs Investire

18 Giugno 2024

La pandemia globale da covid-19 ha causato un calo del Pil dell’Unione Europea pari al 6,1%, la maggiore contrazione mai registrata dall’UE. L’Italia, invece, ha visto il proprio prodotto interno lordo ridursi dell’8,9%, il secondo paese europeo economicamente più colpito dal covid dopo la Spagna (-10,8% di riduzione del Pil).
In questo contesto recessivo è più che mai importante investire in un’ottica di lungo periodo, proteggendo i propri risparmi dall’erosione causata da ritenute fiscali e spinte inflattive.
Vediamo come.

Conviene di più risparmiare o investire?

Attraverso il risparmio, le famiglie partecipano al mercato finanziario e alimentano l’economia produttiva acquistando asset come obbligazioni, azioni, titoli di stato, etc. Da risparmiatori, dunque, le famiglie diventano investitori. Se investire è generalmente considerato un rischio, lo è anche tenere i risparmi fermi in banca.

Secondo l’Abi (Associazione bancaria italiana) i conti correnti tradizionali non solo non rendono nulla ma hanno un costo: 142 euro per una famiglia che fa 228 operazioni l’anno.

Per quanto concerne i conti di deposito vincolati, i soldi che rimangono fermi per almeno un anno vengono remunerati in media a un tasso d’interesse pari allo 0,5% netto.
Poiché l’inflazione tende allo 0,9% su base annua, la remunerazione di questi conti rischia di non essere in grado nemmeno di mantenere integro il capitale parcheggiato.

Pertanto, i dati ci suggeriscono quanto sia più saggio investire piuttosto che vedersi erodere il proprio capitale in banca.

Identikit del risparmiatore italiano

Qual è il quadro generale del risparmio privato in Italia? Da diversi studi di settore emerge che gli italiani sono grandi risparmiatori ma investitori pavidi e poco competenti.

Secondo un sondaggio Acri-Ipsos condotto nel mese di settembre 2020, dal titolo “Risparmio: futuro e presente”, la propensione al risparmio (la quota del risparmio lordo delle famiglie sul loro reddito disponibile lordo), è più che raddoppiata dalla fine del 2019, passando dall'8% al 19%.

Il 63% degli italiani, inoltre, continua a preferire la liquidità e il 46% associa il risparmio a un senso di sicurezza. La propensione a investire aumenta in modo contenuto, ma solo per una piccola parte dei risparmi.

Per ultimo, evidenziamo la scarsa cultura finanziaria degli italiani: secondo un’indagine di Standard & Poor’s, l’Italia occupa il 63° posto nella classifica mondiale dei paesi per educazione finanziaria; solo il 37% degli adulti italiani ha conoscenze minime di finanza e gestione del risparmio.

Investire, dunque, è necessario per costruirsi un futuro caratterizzato da equilibrio e benessere finanziario. Di seguito utilizzeremo il nostro calcolatore del tasso di interesse composto per immaginare diversi scenari di investimento e rendimento del capitale, al fine di aiutare il lettore a compiere scelte ponderate in materia finanziaria. Ma prima introduciamo il concetto di interesse composto.

Autore dell'articolo:

Alfredo de Cristofaro
Founder
Laureato in Economia e Finanza, dopo aver lavorato a lungo presso uno dei principali broker finanziari in Europa, ha deciso di mettere a disposizione degli investitori le conoscenze maturate nel corso degli anni. Su QualeBroker.com si occupa di recensire i broker, assicurandosi che vengano garantiti i più alti standard di sicurezza e trasparenza.
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