Come (e perché) investire nella Cannabis

10 Febbraio 2022

La Cannabis, o Canapa, è il nome della pianta che viene utilizzata per la produzione di hashish (ottenuta dalla resina della pianta) e marijuana (ottenuta dalla essiccatura delle infiorescenze delle piante femminili di Canapa).

Tale pianta, infatti, contiene il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), ovvero un principio attivo che genera effetti sulle attività cerebrali, di durata e intensità variabili a seconda dello stato fisico ed emozionale del soggetto che lo assume.

Il consumo di Cannabis può avvenire a scopo ricreativo e/o medicale. Ogni nazione presenta una specifica legislatura che ne regolamenta o vieta il consumo.

In questo articolo, parleremo della Cannabis come industria in grado di generare fatturato e posti di lavoro, nonché come asset su cui investire. Infatti, è possibile acquistare azioni di società produttrici di Cannabis che sono quotate nelle principali Borse mondiali.

Analizziamo, dunque, i rischi e le opportunità di un investimento di questo tipo.

Vendita della Cannabis: la situazione globale

Secondo una ricerca del Grand View Research, il mercato globale della marjuana valeva 9,1 miliardi di dollari nel 2020, con previsioni di crescita annua del 26,7% dal 2021 al 2028.
Il consumo di marijuana a scopo ricreativo rappresentava nel 2020 il 54,6% del mercato, composto principalmente da clienti millennial, ovvero soggetti nati tra il 1981 e il 1996.
Per quanto concerne il consumo di marijuana previsto per terapie mediche, la sostanza viene utilizzata principalmente per curare il dolore cronico, seguito da terapie psichiatriche e psicoterapeutiche per la cura di disturbi mentali e la somministrazione di marijuana per sfruttarne le potenzialità contro il cancro.

Negli Stati Uniti, gli analisti prevedono che il mercato della cannabis legale potrebbe raggiungere i 46 miliardi di dollari di introiti entro il 2026, con le vendite di marijuana in crescita costante anno dopo anno. Inoltre, si prevede che - sempre entro il 2026 - il numero totale di consumatori di cannabis raggiungera le 52 milioni di unità.

Il mercato più florido è quello della California, dove la vendita di Cannabis a scopo ricreativo nel 2018 ha generato 5 miliardi e mezzo di dollari, con la previsione che, entro il 2024, gli introiti totali raggiungeranno i 7,2 miliardi di dollari.
Attualmente, in 44 dei 50 stati USA la cannabis è legale per scopi medicali e/o ricreativi.

Per quanto concerne l’Europa, invece, la situazione è molto eterogenea. Nei Paesi Bassi, come è noto, la vendita della cannabis è consentita in luoghi autorizzati, generalmente i coffee shop.

In Spagna, è legale la coltivazione e il consumo della cannabis all’interno delle mura domestiche, mentre è vietato il trasporto e il consumo nei luoghi pubblici.

In Germania, il consumo di cannabis per uso medicale è stato legalizzato nel 2016, mentre adesso l’attuale governo, seguendo il modello olandese, potrebbe legalizzare anche il consumo per scopi ricreativi, in specifici luoghi autorizzati.

Sempre per quanto concerne la Germania, la Demecan è una delle prime società tedesche a entrare nel mercato della marijuana per scopi medicali, una delle tre aziende a ottenere la licenza governativa per la coltivazione legale della cannabis.

Il CEO di Demecan, Constantin von der Groeben, ha dichiarato che l’azienda produrrà una tonnellata l’anno di polvere di cannabis essiccata.

Infine, nel dicembre 2021 Malta ha approvato l’acquisto e la coltivazione di cannabis: ai maggiorenni è ora consentito di detenere fino a 7 grammi di cannabis, coltivare fino a quattro piante nella propria abitazione nonché acquistare piccole quantità di cannabis da rivenditori non-profit.

La Cannabis in Italia

Nel nostro Paese, la vendita di cannabis, definita “cannabis light”, è consentita se la quantità di THC (come menzionato, il principio attivo che provoca effetti psicotropi) è compresa tra lo 0,2% e lo 0,5%. Anche la coltivazione di cannabis in casa propria e per uso personale è consentita solo se la quantità di THC rientra nella forbice appena menzionata, con 0,6% come soglia massima di tolleranza.

Secondo uno studio condotto dall’Università di Messina, la cannabis risulta il prodotto di consumo più diffuso nel mercato illegale italiano: oltre il 96% del materiale sequestrato dalle operazioni antidroga, infatti, è fatto di cannabis e sostanze derivate.

La ricerca stima un risparmio per le casse dello stato pari a 600 milioni di euro l’anno nel caso in cui la Cannabis dovesse diventare un mercato legale e regolamentato.

Inoltre, analizzando diverse indagini legate al consumo di cannabis nel BelPaese (i sondaggi dell’Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs (IPSAD), l’indagine Acqua Drugs sulla stima dei consumi di sostanze stupefacenti nella popolazione mediante analisi delle acque reflue, nonché le analisi dei sequestri da parte delle forze dell’ordine), si stima che il mercato della cannabis legale in Italia potrebbe generare 11 miliardi di euro di fatturato annuo lordo.

Attualmente, il business della Cannabis Light in Italia vale “solo” 44 milioni di euro l’anno.

Autore dell'articolo:

Alfredo de Cristofaro autore
Alfredo de Cristofaro
Founder QualeBroker.com
Laureato in Economia e Finanza, dopo aver lavorato a lungo presso uno dei principali broker finanziari in Europa, ha deciso di mettere a disposizione degli investitori le conoscenze maturate nel corso degli anni. Su QualeBroker.com si occupa di recensire i broker, assicurandosi che vengano garantiti i più alti standard di sicurezza e trasparenza.
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