- Una IPO (Initial Public Offering) è la prima quotazione in Borsa di un’azienda.
- Permette alle società di raccogliere capitali e agli investitori di partecipare alla crescita.
- Non tutte le IPO sono opportunità: molte risultano sopravvalutate nei primi mesi.
- Esistono alternative come gli ETF sulle IPO, meno rischiosi delle singole IPO.
- Nel 2026 si attendono nuove quotazioni interessanti soprattutto nel settore tech e AI.
Le IPO rappresentano da sempre una delle opportunità più affascinanti dei mercati finanziari, sia per le aziende in crescita sia per gli investitori retail.
Negli ultimi anni abbiamo visto debutti miliardari, soprattutto nel settore tech, con rialzi anche molto significativi nei primi giorni di contrattazione.
Il 2026 potrebbe segnare un ritorno delle mega quotazioni, con rumors su possibili IPO di aziende legate all’intelligenza artificiale e alla space economy, come SpaceX, OpenAI e Anthropic.
Operazioni di questa portata attirano inevitabilmente l’attenzione degli investitori, che si chiedono come potervi partecipare e se davvero convenga farlo.
La risposta non è scontata. Accedere a una IPO prima della quotazione è spesso riservato agli investitori istituzionali, ma esistono strumenti e piattaforme che permettono anche ai privati di entrare in gioco.
In questa guida spieghiamo nel dettaglio come funziona il processo, attraverso quali broker è possibile partecipare a un’IPO e i rischi da considerare prima di investire.
Cos’è un’IPO
L’acronimo IPO sta per Initial Public Offering, ovvero offerta pubblica iniziale. Si tratta della prima emissione e vendita di azioni al pubblico da parte di una società che decide di quotarsi in Borsa.
In pratica, l’azienda passa da privata a pubblica, aprendo il proprio capitale agli investitori.
L’obiettivo principale è raccogliere capitali per espansione, ricerca e sviluppo, e acquisizioni senza dover ricorrere a debito o a nuovi round di venture capital.
Esempio concreto:
Una società come OpenAI potrebbe utilizzare una IPO per finanziare lo sviluppo globale dell’intelligenza artificiale, puntando a valutazioni estremamente elevate.
Allo stesso tempo, quotarsi comporta anche dei limiti, come maggiore burocrazia, costi elevati, obblighi di reporting trimestrale e minore flessibilità decisionale.
Come posso partecipare a un’IPO?
Se ti stai chiedendo “Come posso investire in IPO?", hai tre opzioni:
1. Partecipazione al collocamento (mercato primario). Puoi aderire direttamente all’offerta tramite una banca o un broker. Tuttavia, si tratta di un’opzione spesso limitata, soprattutto in Italia, e difficilmente accessibile agli investitori retail.
2. Acquisto dopo la quotazione (mercato secondario). È la modalità più semplice: compri il titolo una volta che inizia a essere scambiato in Borsa. Il rischio, però, è quello di entrare quando il prezzo è già salito rispetto a quello iniziale.
3. ETF sulle IPO. Gli ETF che includono aziende appena quotate offrono maggiore diversificazione e un accesso più semplice a questo tipo di investimento, riducendo il rischio rispetto alla singola IPO. Di contro, il potenziale di rendimento è generalmente più contenuto e l’esposizione include anche società meno performanti.
Investire pre-IPO con Akka: il crowdfunding prima della quotazione
Alle opzioni sopra elencate si aggiunge un’altra possibilità: investire in fase pre-IPO, ovvero ancora prima della quotazione in borsa.
In Italia, ad esempio, questo servizio è offerto da Akka, piattaforma che opera con licenza di Blast Angels Europe ed è approvata dall’Autorità Francese dei Mercati Finanziari (AMF) come fornitore europeo di servizi di crowdfunding.
Akka permette di investire in aziende private prima della quotazione, spesso in fase early o growth e vicine a una possibile IPO, come nel caso di Revolut, Epic Games e Anthropic.
L’investitore non partecipa all’offerta pubblica iniziale, ma entra in una fase precedente, il che può offrire alcuni vantaggi, come la possibilità di investire a una valutazione più contenuta rispetto a quella della futura quotazione e l’opportunità di ottenere un rendimento maggiore qualora l’azienda dovesse arrivare in borsa.
Si tratta quindi di un’opportunità esclusiva per gli investitori disposti a entrare nelle fasi iniziali, ma con un profilo di rischio diverso rispetto all’acquisto di azioni direttamente durante o dopo l’IPO.
Come funzionano gli ETF sulle IPO
Gli ETF sulle IPO sono strumenti che investono in un paniere di società sbarcate in Borsa da poco tempo e le inseriscono in portafoglio secondo regole precise (ad esempio entro un certo periodo dalla quotazione). Non devi partecipare direttamente all’IPO: si comprano come un normale ETF tramite un broker o una banca abilitata, cercandoli per nome o ISIN e acquistandoli sul mercato secondario.
Il vantaggio principale è che permettono di esporsi al tema delle IPO in modo più semplice e diversificato, senza dover partecipare direttamente al collocamento.
Di contro, restano prodotti abbastanza volatili: investono infatti in aziende giovani, spesso ancora in fase di forte crescita, e quindi l’ETF può essere più sensibile alle oscillazioni rispetto a un ETF classico su indici come lo S&P 500.
Per questo possono avere senso come quota satellite del portafoglio, ma difficilmente rappresentano una base adatta a un investitore prudente.
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Quale ETF IPO scegliere?
L’offerta disponibile in Europa oggi comprende solo due ETF sulle IPO:
1️⃣ First Trust US IPO Index UCITS ETF Acc
Questo ETF (ISIN: IE00BYTH6238) replica l’indice IPOX Schuster US 100 e investe nelle principali società statunitensi quotate da meno di 1000 giorni. È il prodotto più “maturo” del segmento, con lancio nel 2015 e patrimonio gestito intorno ai 9 milioni di euro.
L’indice di spesa complessivo (TER) dell’ETF è pari allo 0,65%; la replica dell’indice è fisica e la politica di distribuzione dei dividendi è ad accumulazione.
Tra le aziende che pesano di più nella composizione del fondo figurano Palantir, IBM e Warner Bros. Discovery Inc.
L’ETF è negoziabile su diversi mercati europei, come gettex, Stuttgart Stock Exchange, Euronext Paris e London Stock Exchange.
Dati al 09/04/2026. Fonte: Freedom24.
2️⃣ First Trust IPOX Europe Equity Opportunities UCITS ETF Acc
Lanciato nel 2021 e con domicilio fiscale in Irlanda, questo ETF replica l’indice IPOX 100 Europe e seleziona le 100 principali società europee quotate di recente. Anche questo ha un TER dello 0,65% e replica le performance dell’indice di riferimento tramite replica fisica totale. I dividendi sono accumulati e reinvestiti nell’ETF.
È negoziabile su Borsa Italiana e sulla Borsa di Londra.
Le sue dimensioni molto contenute (1 milione di euro di patrimonio gestito) lo rendono un prodotto di nicchia, da valutare con molta attenzione.
ETF IPO a confronto
Dove investire in IPO?
Uno degli aspetti più importanti da chiarire è che non tutti i broker permettono di partecipare alle IPO, soprattutto per gli investitori retail in Italia.
Accesso diretto (mercato primario)
Tra i broker disponibili per clienti italiani, MEXEM consente in alcuni casi di partecipare a IPO, ma solo al di fuori degli Stati Uniti. Le opportunità sono però selezionate e non sempre presenti.
Solo dopo la quotazione
Broker come Fineco e DEGIRO permettono di investire nel titolo solo dopo il debutto in Borsa, quindi sul mercato secondario.
Broker esteri (non accessibili dall’Italia)
Alcuni broker internazionali come Fidelity Investments, Robinhood e Webull offrono accesso alle IPO retail, ma non sono disponibili per i clienti italiani.
Consigli per investire in IPO
Investire in una IPO è un’operazione intrinsecamente rischiosa e speculativa, caratterizzata da una forte volatilità soprattutto nei primi giorni di negoziazione.
Non tutte le IPO rappresentano una reale opportunità. Per ridurre i rischi, è importante adottare un approccio consapevole e analitico:
- Analizza il settore in cui opera l’azienda
- Valuta chi sono gli investitori coinvolti (venture capital, fondi, istituzionali)
- Studia attentamente il prospetto informativo
- Evita decisioni impulsive dettate dall’hype del momento
- Diversifica sempre il tuo portafoglio.
💡 Ricorda: le IPO non sono una scorciatoia per guadagnare, ma strumenti che richiedono attenzione, studio e consapevolezza.
Per valutare il broker o la piattaforma con cui investire in IPO, è bene verificare alcuni aspetti importanti come:
Regolamentazione: controlla sul sito della CONSOB o dell'autorità europea competente che la società sia autorizzata.
Custodia dei fondi: i soldi dei clienti dovrebbero essere tenuti separati da quelli della piattaforma (conti segregati), per ridurre i rischi in caso di problemi operativi. Questa informazione dovrebbe essere esplicitata nei termini o nelle FAQ del sito.
Costi e modello di business: guarda commissioni, spread, costi di conversione valuta o eventuali commissioni di inattività, ma anche come guadagna la piattaforma. una piattaforma affidabile espone in modo comprensibile costi, rischi e caratteristiche dei prodotti, senza affidarsi solo a leve di marketing.
Infine, elementi come la reputazione e un supporto clienti efficace contribuiscono a completare il quadro, offrendo un’indicazione più concreta della sua affidabilità complessiva.
Per evitare gli errori più comuni nella scelta, leggi la nostra guida su come scegliere un broker online.
IPO vs altri investimenti: confronto reale
Il procedimento di un’offerta pubblica iniziale segue uno schema preciso:
- La società, supportata da un advisor strategico, prende la decisione di quotarsi in Borsa, definendo il numero di azioni da collocare sul mercato, la tipologia (azioni esistenti o di nuova emissione), i tempi di quotazione, nonché la valorizzazione della quota collocata
- Si individua il cosiddetto “global coordinator”, una particolare figura professionale che si occupa della gestione delle operazioni di quotazione, dei rapporti tra la società emittente e gli investitori istituzionali, della promozione dell’IPO nonché di certificare che la società abbia i requisiti minimi per potersi quotare in Borsa
- Si costituisce un sindacato di collocamento, ovvero un pool di banche che si occupa del collocamento sul mercato dei titoli azionari emessi tramite IPO
- In concomitanza con i primi tre punti, la società redige un documento chiamato “prospetto informativo”, in cui sono presenti tutte le informazioni utili agli investitori rispetto alla natura dell’operazione di collocamento delle azioni, i bilanci, le proiezioni economico-finanziarie, l’analisi dei rischi e delle opportunità dell’investimento, ecc.
Aggiungiamo che la società debuttante organizza una serie di incontri, parte di un road show, in cui presenta la propria offerta a una comunità di investitori istituzionali per cominciare a raccogliere le prime offerte e adesioni.
Le offerte aiuteranno a definire la forchetta di prezzo, ovvero il prezzo minimo e massimo dei titoli oggetto di emissione, stabilito dal CDA della società (come nel caso di aziende non ancora quotate).
A questo punto segue l’esordio in Borsa della società.
Nota bene: la forchetta di prezzo a cui verrà venduto il titolo azionario è soltanto indicativa, in quanto il prezzo definitivo verrà fissato pochi momenti prima del debutto in Borsa (da pochi giorni a poche ore prima). Pertanto, se hai intenzione di prenotarti per una IPO, sappi che lo farai sulla base di un range indicativo di prezzo.
Vantaggi e svantaggi delle IPO
Le IPO possono offrire opportunità interessanti sia per le aziende sia per gli investitori.
Vantaggi per le aziende
- Accesso a capitali globali molto elevati
- Maggiore visibilità e credibilità (soprattutto su mercati come il Nasdaq)
- Possibilità di monetizzare per soci e fondatori
Per gli investitori
- Possibilità di entrare presto in aziende ad alta crescita
- Possibili rialzi rapidi
- Esposizione a settori innovativi come AI, fintech, biotech, space economy
Svantaggi
- Elevata volatilità dopo la quotazione
- Prezzi iniziali spesso gonfiati
- Informazioni limitate
- Periodi di lock-up (vendite limitate per gli insider)
- Possibili correzioni brusche dopo l’euforia iniziale
Non a caso, Warren Buffett ha ironicamente definito le IPO come “It’s Probably Overvalued”.
Tipi di IPO: struttura e modalità di collocamento
Dal punto di vista della struttura dell’offerta, ci sono due tipi di IPO:
- Offerta pubblica di sottoscrizione (OPS): al momento della quotazione, l’azienda emette nuove azioni sul mercato. Tale tipologia di IPO genera dei flussi di cassa a beneficio della società emittente
- Offerta pubblica di vendita (OPV): la società vende una parte delle sue azioni sul mercato. In questo caso, dunque, la società sta vendendo parte delle proprie azioni con diritto di voto, portando dunque a un allargamento/modifica della compagine sociale. Da un punto di vista dei guadagni, a differenza di quanto appena visto con l’OPS, nel caso di una OPV gli incassi non andranno all’intera società ma unicamente ai proprietari dell’azienda.
Per quanto riguarda il metodo di collocamento, il più utilizzato è il bookbuilding, in cui il prezzo viene determinato in base alla domanda degli investitori. Esistono poi dei modelli alternativi, come l’asta, in cui il prezzo emerge da un processo competitivo, e il prezzo fisso, in cui il prezzo viene stabilito in anticipo dalla società insieme agli advisor.
IPO Borsa Italiana e Nasdaq
Le IPO possono avvenire su diversi mercati. Tra i più rilevanti figurano Borsa Italiana e il Nasdaq.
- IPO Borsa Italiana: le società appartengono spesso a settori più tradizionali o industriali, ma non mancano casi legati all’innovazione e alla tecnologia. Tra le IPO su Borsa Italiana più note si possono citare Nexi, Ferrari e Technoprobe. L’ultima in ordine di tempo è stata Praexidia Industrie Strategiche, a gennaio 2026.
- IPO Nasdaq: soprattutto aziende tecnologiche nei settori tech, AI e fintech. Negli ultimi anni, il mercato statunitense ha nettamente dominato per numero e dimensione delle IPO, grazie a una maggiore liquidità e a una forte presenza di investitori istituzionali. Tra le società al centro di voci su un’imminente IPO sul Nasdaq figurano OpenAI, SpaceX, Plaid, Revolut, DataBricks e Anduril Industries.
IPO 2026: cosa aspettarsi
Il 2025 è stato un anno di transizione per il mercato delle IPO, con segnali di ripresa ma ancora influenzato da volatilità e incertezza macroeconomica.
Secondo il report di EY, a livello globale si sono registrate 1.293 IPO per un totale di 171,8 miliardi di dollari raccolti, con un aumento significativo dei capitali (+39%) a fronte di un numero di operazioni rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.
Negli Stati Uniti, 11 IPO hanno superato il miliardo di dollari raccolti e 70 hanno superato i 100 milioni di dollari.
A trainare il mercato sono stati soprattutto i settori più innovativi, con l’intelligenza artificiale in prima linea, affiancata da criptovalute, asset digitali e tecnologie legate all’aerospazio e alla difesa.
Nel complesso, questi dati indicano un ritorno di fiducia da parte degli investitori, accompagnato però da una maggiore selettività e attenzione alla qualità delle società che si quotano.
Tra le IPO più rilevanti del 2025 spicca quella di Klarna, il gruppo fintech svedese, che ha debuttato al New York Stock Exchange nel settembre 2025 raccogliendo circa 1,3 miliardi di dollari. Il titolo ha registrato un forte rialzo nel primo giorno di contrattazioni, segnalando un rinnovato interesse per il settore fintech.
Guardando al futuro, il sentiment sui mercati delle IPO resta cautamente ottimista, con la prospettiva di una ripresa graduale ma costante dell’attività di quotazione.
Il 2026 potrebbe quindi rappresentare una nuova fase per il mercato, anche perché molte aziende hanno scelto di rimandare la quotazione in attesa di condizioni più favorevoli.
I settori da monitorare restano:
- Intelligenza artificiale
- Fintech
- Energia e sostenibilità.
Partecipare alle IPO: conclusioni
Partecipare a una IPO significa avere accesso a una fase iniziale della vita di una società quotata, con la possibilità di coglierne il potenziale di crescita fin dal debutto sul mercato (o anche prima, in alcuni casi, e a condizioni più vantaggiose).
Abbiamo visto quali sono i principali aspetti positivi di questo tipo di operazioni, ma anche le diverse modalità con cui è possibile accedervi, dai broker alle piattaforme disponibili al pubblico.
Come ogni opportunità di investimento, l’IPO richiede uno studio approfondito della società debuttante, delle potenzialità legate al settore in cui opera, dei venture capitalist che ne supportano il business, nonché degli operatori che ne hanno accompagnato lo sbarco in Borsa. Tutto questo è utile a minimizzare il rischio di ritrovarsi in portafoglio con titoli gonfiati e di perdere tutto il capitale investito.
Per molti investitori, un approccio più equilibrato (come ETF o diversificazione) resta la scelta più solida.
IPO 2026: FAQ
Alcune domande frequenti
È la prima volta che un’azienda vende le sue azioni al pubblico in Borsa. Il termine IPO è un acronimo che significa offerta pubblica iniziale.






